Fiori di Bach: manuale online per conoscere ed usare la floriterapia di Bach
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Ogni fiore è un archetipo - Intervista a Claudia Valsecchi di floriterapia-psicodinamica

Nonostante conoscessi da tempo alcuni testi di Claudia solo recentemente "per caso" abbiamo avuto uno scambio di vedute da cui è nata questa intervista che è andata ben oltre l'argomento floriterapia per arrivare anche ad un tema molto interessante come la transessualità.

Ciao Claudia, prima di tutto grazie per la disponibilità, e soprattutto grazie per voler condividere su questo mio blog le tue conoscenze. Passiamo subito alle domande, ecco la prima:

1 - Qual è il tuo percorso formativo?

Nasco come gestaltista, poi ho integrato questa formazione con lo studio dell'omeopatia unicista e in seguito anche con l'analisi esistenziale, e questi sono stati due passi importanti, che mi hanno insegnato a vedere sempre nell'altro un'unicità.

2 - Come hai conosciuto i fiori di Bach e cosa ti ha fatto avvicinare a questo metodo?

Io avevo fondato una delle prime scuole di naturopatia a Roma, la Res Naturalis, (poi finita miseramente quando ne sono uscita), e tra le tante materia si insegnavano i fiori di Bach. Avevo ascoltato qualche lezione, prima ero anche stata a una conferenza di Margherita Mijnlieff, ma non li avevo capiti. Però, a un certo punto, ho cominciato a sognarli.

Notte dopo notte sorgevano queste immagini di fiori, con i nomi, a volte in inglese a volte in latino, ed è come se si fosse aperta una porta: li ho visti come archetipi, uno per uno, come fossero visioni. Lì sono stati importanti il mio background di omeopatia e di analisi, perché su quelle basi ho potuto leggerli anche come "strutture" di personalità.

3 - Perchè floriterapia psicodinamica, cosa significa? Cosa ha di diverso dalla "classica" floriterapia di Bach?

La floriterapia classica è fenomenica, la prescrizione si fa secondo quello che si mostra nel presente, il famoso hic et nunc, ed è un metodo che funziona, perché è come pelare la cipolla, i problemi da risolvere si presentano strato dopo strato. Non ho lasciato questa impostazione, ma intuivo che nei fiori doveva esserci di più, e alla fine sono arrivata alla mia lettura psicodinamica , che non toglie nulla alla floriterapia classica, ma l'approfondisce.

Se, mi sono detta, ogni fiore è un archetipo, avrà anche un fine e una motivazione. Da lì all'inconscio il passo era quasi obbligatorio. Floriterapia psicodinamica significa infatti solo andare dietro la facciata e leggere il significato di ogni sintomo e disagio, del perché per abbassare l'ansia (che si nasconde sempre dietro il disagio) i diversi fiori adottano attitudini differenti. Non ho alterato il pensiero del Maestro, ci sono andata dentro in verticale, raggiungendo l'inconscio.

4 - Cosa rispondi ai detrattori dei fiori di Bach?

Non rispondo più, mi hanno un po' stufato. La gente si attacca spesso ancora all'illusione che la medicina allopatica abbia più certezze e garantisca la guarigione, ma sappiamo che non è sempre così.

È una medicina che ha sicuramente i suoi aspetti di validità, ma che non ha dato la risposta al problema della sofferenza o a quello della malattia; però molti hanno paura ad accettare le cure alternative, nell'immaginario sono "più leggere". E così si continua a discutere di effetto placebo, autosuggestione e via dicendo. Mi hanno un po' stufato, come ti ho detto, non ho mai incontrato una critica che secondo me valesse la pena di indagare, sento ripetere sempre le stesse cose.

5 - Il tuo ultimo libro "Fiori della Transizione" riguarda i fiori per aiutare le persone transessuali e LGBT. Come mai un libro dedicato a loro? Le emozioni che prova una persona transgender sono le stesse di una persona etero, perciò la chiave di lettura della floriterapia non è identica?

Molto giusta questa domanda, Tiziano, tant'è vero che ho dovuto spiegarlo nell'introduzione al libro. No, non sono le emozioni che cambiano, ma i contesti: le persone LGBT, e nello specifico transgender, sono bersaglio di una discriminazione che nemmeno immaginiamo, i loro problemi nascono soprattutto da questo, dalla coscienza di scatenare un odio immotivato per il solo loro esistere.cover-libro-transgender-fiori-transizione

Il libro è stato scritto dietro sollecitazione proprio di una ragazza trans, Paola. Offre un aiuto di sostegno a chi si trova, magari da solo, a dover definire la propria identità e nello stesso tempo a subire la transfobia, che rende tutto più drammatico. Il libro accompagna la persona trans in tutte le tappe del percorso, suggerendo volta per volta i fiori utili.

Per i floriterapeuti poi, il testo vuole colmare un vuoto nella formazione, perché la transessualità viene presentata ancora come un fenomeno legato solo al sesso, mentre si tratta di un problema identitario importante, che causa molta sofferenza e che richiede molta attenzione da parte del terapeuta. Siamo pieni di libri per tanti settori specifici, ma per queste persone la medicina naturale al momento ha ancora solo un grande vuoto; non si trovano nemmeno studi sulla possibilità di sostituire gli ormoni di sintesi con prodotti naturali, anche se sicuramente ci sono terapeuti che lo fanno. Ma non se ne sa nulla, che io sappia non ci sono pubblicazioni in merito.

6 - Un tuo consiglio per i lettori su come possono conoscere i fiori di Bach ed imparare ad usarli nella vita quotidiana con efficacia.

Dipende da quello che ci si aspetta. Per conoscere bene i fiori, lo sai, ci vuole una scuola, e dopo è facile usarli anche per se stessi. Ma per poterli usare nei problemi di tutti i giorni, possono bastare anche le tante guide che si trovano in internet.

Però, per il fai da te di chi non ha studiato i fiori, consiglio di non superare i 2 o 3, perché per fare un cocktail più complesso, magari di 6 o 7 fiori, ci vuole un pochino di conoscenza ed è meglio rivolgersi a un floriterapeuta. Non si fanno danni assumendo fiori sbagliati, ma magari si hanno pochi risultati.

Questo il sito di floriterapia psicodinamica di Claudia.
Psicodinamica e Fiori di Bach

Ringrazio di nuovo Claudia e lascio la parola a voi lettori che potete contribuire con i vostri commenti.

Intervista pubblicata il 23 marzo 2015